12/03/2024 - Concerto corale MOUNDS VIEW HS CHOIR (Minnesota, USA) ore 20:30

 

CONCERTO CORALE
MOUNDS VIEW HIGH SCHOOL CHOIR

Martedì 12 marzo 2024
ore 20:30
Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola
Piazza di Sant'Ignazio, Roma



Ingresso libero - No biglietto - No prenotazione
Free entrance - No ticket - No reservation

Francesco Rossi De Gasperis sj

 


TRE INCONTRI DI APPROFONDIMENTO DELLA FEDE nel tempo di Quaresima

TRE INCONTRI DI APPROFONDIMENTO DELLA FEDE

nel tempo di Quaresima
Il “deserto” come metafora
- della nostra condizione e del nostro mondo,
- della nostra vita spirituale,
- del desiderio di ritrovarci nel senso ultimo della nostra vita in Dio
Che in questi tempi ci sia bisogno di una profonda riflessione - a maggior ragione nel tempo di Quaresima - è un'esigenza che chiunque osservi i fatti del mondo - e non solo i propri personali - si trova a sperimentare.
Sarebbe davvero interessante ed arricchente per noi essere guidati nella riflessione quaresimale attraverso temi come spiritualità e letteratura.
A partire dalla Parola del Vangelo - il più significativo punto di partenza per farsi le domande giuste – poter approfondire attraverso uno strumento diverso - la letteratura appunto - il modo che ognuno di noi ha di interiorizzare e "tradurre" la propria fede in un esercizio concreto e "vivo", appare un approccio innovativo ed illuminante.
ITINERARIO TEMATICO
• Martedì 27 febbraio ore 19:15 – 20:30
Consapevoli di essere nel “deserto”, per attraversarlo
• Martedì 12 marzo ore 19:15 – 20:30
Apprendere a vivere l’essenziale nel “deserto”
• Martedì 26 marzo ore 19:15 – 20:30
Dal “deserto”, la profondità spirituale







Dipendenze giovanili: dimensioni del fenomeno e strategie di prevenzione

 Il mio intervento all'incontro:

Dipendenze giovanili: dimensioni del fenomeno
e strategie di prevenzione
(p. Vincenzo D sj)



PROMENADE MUSICALE - DOMENICA 7 GENNAIO ORE 16:30

DOMENICA 7 GENNAIO ORE 16:30
Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola
ROMA | Piazza di Sant'Ignazio
 
PROMENADE MUSICALE
a chiusura della mostra: Monne e Madonne
Il Seicento a Napoli, un altro Rinascimento
dipinti dalla Collezione della Fondazione De Chiara De Maio
 
Musiche di:
M. Mussorgsky (Promenade - primo movimento da "Quadri di un'esposizione"
Elaborazione per organo di F. Manci)
J.S. Bach/G.B. Pergolesi (Stabat Mater dolorosa)
F. Mendelssohn (Maestoso – Fuga, dalla Sonata Op. 65 n. 2)
J.S. Bach (Minuetto in sol maggiore)
J.S. Bach (Preludio in do maggiore BWV 846 - da "Il clavicembalo ben temperato" -brano dedicato alla moglie Maria Magdalena)
J.S. Bach (Concerto in re minore BWV 596 - finale: allegro)
J.S. Bach (Fuga sopra il "Magnificat" - 9 modo gregoriano "peregrino")
 
Il Prof. Vincenzo De Luca, curatore della Mostra, farà due interventi su:
Il michelangiolesco Marco Pino nella raffaellesca Napoli
La bottega di Filippo Vitale segnata da Caravaggio
 
Si raccomanda di visitare la Mostra
prima di partecipare alla Promenade Musicale
(nella Cappella dell’Immacolata, Chiesa di Sant’Ignazio)
Benvenuti! Vincenzo sj



CHIARA TAIGI - Sabato 6 gennaio ore 11:30 Santa Messa

Sabato 6 gennaio ore 11:30  Santa Messa
EPIFANIA DEL SIGNORE
Sarà una gioia avere con noi alla Celebrazione dell’Eucarestia
CHIARA TAIGI: soprano, artista straordinaria, con una carriera prestigiosissima
e donna di fede, che sublima il canto in preghiera
ed incarna la preghiera nelle profondità della creatività musicale.
Interpreterà:
“Laudate Dominum” di W. A. Mozart e “Fermarono i cieli” di Sant'Alfonso de' Liguori.
L’accompagnerà l’organista M° Filippo Manci.



DAL NATALE, AL NUOVO ANNO 2024, ALL’EPIFANIA

 DAL NATALE AL NUOVO ANNO 2024, ALL’EPIFANIA

Con la celebrazione dell’ Epifania entriamo, con tutta la Chiesa—Comunità dei credenti, nell'esperienza del Signore presente nella condizione di “piccolo insieme ai piccoli”, nelle trame complesse della nostra storia.  Seguiamo l’esempio dei Saggi animati dallo spirito, alla ricerca di ciò che è nato nuovo, da Dio. Nato nella nostra umanità, in mezzo a noi, ma non così evidente alla mondanità. Siamo orientati a Lui se in noi brilla una luce come piccola fiaccola nella notte, “stella” che ci orienta fino all’incontro! Quanti momenti  luminosi viviamo e abbiamo vissuto incontrandoci con coloro che ci hanno manifestato la presenza del Signore vivo e vero, e l’ hanno trasmessa a noi, cercatori. Non abbiamo forse provato una gioia grandissima? Come quando si è arrivati a casa, in pace, finalmente? Alla presenza del Signore in queste persone abbiamo aperto il nostro cuore, il nostro “scrigno interiore” comunicando, offrendo, condividendo ciò che ci premeva di più, con sincerità e confidenza. Che meraviglia! Ringraziamo il Signore della vita e continuiamo il nostro cammino! Santa Epifania!

P. Vincenzo D sj








 

Venerdì 5 gennaio 2024 – ore 20:30 - Concerto per l’Epifania

Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola
Roma | Piazza S. Ignazio

 Venerdì 5 gennaio 2024 – ore 20:30

 Concerto per l’Epifania
Nella chiesa del Barocco Romano per eccellenza, Sant’Ignazio di Loyola, proponiamo un classico del repertorio natalizio del ‘700: Il Gloria di Antonio Vivaldi che sarà preceduto dal Te Deum mozartiano. Ad aprire il percorso musicale sarà un brano di Händel, la Suite in re maggiore per tromba ed archi. Una composizione, questa, dall’incedere brillante, festivo, con un serrato gioco di sovrapposizioni tra tromba e violini, dalle sonorità chiare e solari. Un’introduzione all’elevatezza del Te Deum e alle profondità del Gloria. Siamo così condotti alla meditazione dell’Epifania, la manifestazione del Redentore attraverso i Segni evangelici. 



Nuovo anno 2024

 Un grazie a tutti gli Amici per gli auguri: li ricambio con affetto.

Che sia dal Signore e da noi reso benedetto questo nuovo anno 2024!

P. Vincenzo


Musica e Poesia per il Nuovo Anno 2024

 


17/12/2023 - Tra le "Note" della storia: Meditazione musicale a S. Ignazio

 Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola

Domenica 17 dicembre ore 16:30

Meditazione Musicale

TRA LE “NOTE“ DELLA STORIA



La “meditazione musicale” propone un’articolazione di brani tra il classico e il contemporaneo eseguiti dal 
M° Filippo Manci: sarà emozionante grazie alle potenzialità espressive “orchestrali” dell’organo Tamburini. Le composizioni fanno riferimento a passaggi storici particolari che gli autori hanno saputo interpretare con sentimenti profondi e forti convinzioni.

L’ Eine kleine Nachtmusik è stata composta da Mozart nel 1778. L’Europa vede la guerra Russo-Turca e gli Stati Uniti d’America l’elaborazione di una Costituzione che farà la storia. Il brano è gioioso e vivace - grazie all' introduzione a mo’ di fanfara - e trasmette voglia di vivere seppur “nella notte”, 

L’”Aida” di Verdi, da cui il Gran Finale, fu scritta per l'inaugurazione del Canale di Suez che ha reso più vicini i popoli del Medio oriente e dell’Europa.


I brani delle colonne sonore cinematografiche, moderne e per quanto “leggere” (come Star Wars e Pirata dei Caraibi), richiamano tematiche di valore culturale e simbolico: la “pirateria” contemporanea, la militarizzazione crescente dello spazio. In entrambi i brani vi sono citazioni classiche: Dies Irae di Verdi e Toccata in re minore di Bach.


Gabriel's Oboe di Morricone e il film The Mission rievocano le “Riduzioni” dei Gesuiti in America Latina, Missioni che fanno parte della storia della Chiesa di Sant’Ignazio e del “Collegio Romano” dove si formarono molti dei protagonisti. L'affresco della Volta di Fratel Andrea Pozzo allude a quella vicenda. Morricone per suggellarne il valore spirituale e umanitario ha inserito nel brano alcune parti del Veni Creator Spiritu gregoriano.

Infine la composizione più famosa di Bach, la Toccata e Fuga in Re Minore BWV 565. Un’esuberante rapsodia col succedersi imprevedibile e vorticoso di moduli espressivi. Il brano invita a pensare alle dinamiche storiche dominate da "virtuosismi" e da “fughe”, da giustapposizione di episodi e avvenimenti frammentati, da accadimenti repentini e sorprendenti correlazioni.


E per riflettere sugli avvenimenti contemporanei  lo storico della Sapienza Università di Roma, Professor Antonello Folco Biagini ci aiuterà col suo intervento: Conflitti, speranze, impegno. Le ostilità odierne e le tensioni internazionali pongono seri interrogativi sul nostro futuro e sulle nostre responsabilità: quale mondo si va determinando tra conflitti, strategie geopolitiche e barbarie? Quale sarà la convivenza possibile? Quali scelte di vita per attuare opere costruttive, armoniose, efficaci nella complessità dei vissuti? Ci siano di aiuto l'intelligenza storica e la musica capace di toccare gli animi infondendo ora dolcezza ora vigore, ora delicatezza ora scuotimento, ora calma ora risoluta determinazione.


(P. Vincenzo D'Adamo sj)

Dal 1° dicembre 2023 - Mostra Monne e Madonne. Il Seicento a Napoli, un altro Rinascimento - Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola

Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola

Roma | Piazza di Sant'Ignazio


Venerdì 1 dicembre ore 11:00

Inaugurazione della mostra

Monne e Madonne. Il Seicento a Napoli, un altro Rinascimento




Opere d’arte esposte in una grande “opera d’arte”: la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola. Rappresentazioni a confronto nello splendido gioiello Barocco dei Gesuiti a Roma.
La mostra Monne e Madonne. Il Seicento a Napoli, un altro Rinascimento - dipinti della collezione della Fondazione De Chiara De Maio – rappresenta un’occasione preziosa per mettere a confronto autori, stili estetici e culturali, contenuti che hanno attraversato il XVI e XVII secolo, in aree ed ambienti sociali differenti, seppur accomunati dall’intento di esaltare artisticamente la dimensione religiosa. Bellezza e sacralità caratterizzano tutte le opere che hanno a che fare con Napoli e il Meridione, dove nel Seicento artisti importanti hanno lasciato capolavori, testimonianze rilevanti, che s’incontrano ora nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola.
Mostra e catalogo a cura di Vincenzo De Luca

Dal 1 dicembre 2023 - al 7 gennaio 2024
Orario continuato dalle 9:00 alle 20:00, tutti i giorni
Cappella dell’Immacolata - Ingresso gratuito


Info: chiesasantignazio@gesuiti.it | 06 6794406 | 345 6549492


COMUNICATO STAMPA

Monne e Madonne
Il Seicento a Napoli, un altro Rinascimento
dipinti dalla Collezione della Fondazione De Chiara De Maio
Mostra e catalogo a cura di Vincenzo De Luca


Venerdì 1 dicembre 2023 alle ore 11.00 nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma sarà inaugurata la mostra “Monne e Madonne. Il Seicento a Napoli, un altro Rinascimento”. L’evento gode del patrocinio del Ministero dell’Interno.
L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 7 gennaio 2024, secondo gli orari di apertura al pubblico della Chiesa.
Alla mostra, ideata e curata dallo storico dell’arte Vincenzo De Luca, è associato il catalogo. La pubblicazione, edita da FondazioneDe Edizioni, è arricchito dagli interventi del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, del rettore della Chiesa di Sant’Ignazio, Padre Vincenzo D’Adamo SJ, del presidente della Fondazione, Diodato De Maio, dello psicologo Gaetano Criscitiello.
Si ringrazia la Direzione Centrale degli Affari dei Culti del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, presso il Viminale, proprietaria della Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola.
Monne e Madonne vuole proporre una chiave di lettura tematica (l’attenzione è focalizzata sulle presenze femminili) per selezionare e analizzare alcuni capolavori della pittura appartenenti alla Fondazione De Chiara De Maio. Tranne poche incursioni nel Cinquecento e nel Settecento tutte le opere appartengono al Seicento, secolo (come del resto quelli precedenti o a venire, fino all’Ottocento) che presenta poche pittrici; il punto di vista è dunque quello maschile. I termini ‘monna’ e ‘madonna’, da cui il titolo della mostra, sono strettamente legati. Madonna è un appellativo d’onore che si usava
dal Medioevo in poi parlando di una donna tra le classi più abbienti e che in tempi più recenti ha come riferimento unico la Vergine Maria. L’etimologia è infatti ‘mia donna’. E monna ne è la contrazione. Monna e madonna quasi si confondono e diventano nella mostra il desiderio di recuperare lo sforzo dei pittori di esaltare della donna l’armonia fisica o la forza dei sentimenti.
Un percorso quindi sul corpo e sulle virtù femminili, la grazia carnale e l’estasi mistica.

E quasi tutte le opere hanno a che fare con Napoli e il Meridione, dove nel Seicento hanno vissuto pittori importanti lasciando testimonianze artisticamente esaltanti. La selezione partirebbe cronologicamente con una tavola di Marco Pino da Siena che risente del Giudizio Universale del Buonarroti, il San Michele arcangelo databile verso la metà del XVI sec. In una Napoli addolcita dalla maniera di Raffaello (in una cappella nella chiesa di San Domenico Maggiore c’era dal 1513 la sua Madonna del pesce, oggi al Prado di Madrid, che aveva fatto scuola e influenzato molti pittori), arrivò con Marco Pino anche la rivoluzione michelangiolesca (corpi decisamente muscolosi, movimenti
serpentinati e nervosi, impostazione d’assieme chiaramente drammatica). Il suo stile sembra preparare un inizio secolo caravaggesco (nel 1606 arriva a Napoli il Merisi, destando l’ambiente pittorico da un lungo torpore). 
L’ultima opera napoletana di Caravaggio, il Martirio di Sant’Orsola, rivive (anche per analogo impianto iconografico) in due tele dello stesso soggetto del secondo e quinto decennio del Seicento.
La prima tela, di Giovanni Bernardino Azzolino, presenta un forte debito con Caravaggio, interrompendo così il proprio percorso artistico sul classicismo. La santa al centro ruba la scena a tutti gli astanti, interdetti. Il soldato nel registro di sinistra lo si ritrova in una seconda opera di Azzolino in mostra, la Flagellazione di Cristo, che a sua volta rimanda a quella di Caravaggio, dello stesso soggetto, di San Domenico Maggiore a Napoli, oggi a Capodimonte.
Nel Martirio di Sant’Orsola di Filippo Vitale, sull’esempio di quello del Caravaggio, la santa è colta nella sua solitudine spirituale, serena nel proprio dolore, anzi spinta dalla sofferenza fisica verso una ricercata ascesi capace di disarmare le convinzioni dell’assassino. In Vitale come in Caravaggio la luce, con alta valenza simbolica, addolcisce le rotondità della santa diventando invece fortemente spigolosa sui soldati.
Di qualche anno dopo, poco oltre la metà del Seicento, è il San Sebastiano e le pie donne di Luca Giordano, il cui riferimento diretto è Jusepe de Ribera. Qui le figure di Irene e della serva (rare nell’iconografia di San Sebastiano), defilate visivamente rispetto al corpo del santo trafitto dalle frecce, vanno invece considerate le protagoniste del dipinto, perché giustificano il vero significato dell’opera, che allude in generale alla funzione della Chiesa misericordiosa.
Inoltre, sono presenti in mostra opere di Salvator Rosa, Pedro Nuñez del Valle, Francesco Guarini, Francesco Solimena. 

Opere in mostra:
  • Marco Pino da Siena, San Michele arcangelo, metà del XVI sec., olio su tavola, 122x84,5 cm.
  • Giovanni Bernardino Azzolino, Martirio di Sant’Orsola, secondo decennio del XVII sec., olio su
  • tela, 104x128,5 cm.
  • Giovanni Bernardino Azzolino, Flagellazione di Cristo, 1627, olio su tela, 155x115 cm.
  • Salvator Rosa, Battaglia tra cristiani e turchi, 1630 ca., olio su tela, 100x130
  • Pedro Nuñez del Valle, Giuditta con la testa di Oloferne, 1631, olio su tela, 115x108 cm.
  • Francesco Guarini, Sant’Agata, 1638 ca., olio su tela, 112,5x77 cm.
  • Filippo Vitale, Martirio di Sant’Orsola, quinto decennio del XVII sec., olio su tela, 111x155,5 cm.
  • Luca Giordano, San Sebastiano e le pie donne, 1653 ca., olio su tela, 217,5x166 cm.
  • Luca Giordano, Traditio clavium, 1654, olio su tela, 103x75,5 cm.
  • Francesco Solimena, Guarigione del padre di Tobia, 1725 ca., olio su tela, 72,5x44,3 cm.
  • Francesco Solimena, Madonna del Rosario, 1728ca., olio su tela, 76x63 cm.