29/07/2023 - Presentazione libro P. Dall'Oglio e S. Messa a 10 anni dalla scomparsa

COMUNICATO STAMPA


PER LA PRIMA VOLTA, A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA,

LE PAROLE DI PADRE PAOLO DALL'OGLIO DIVENTANO UN LIBRO


CON LA PREFAZIONE DI PAPA FRANCESCO


L’EVENTO DI PRESENTAZIONE A ROMA IL 29 LUGLIO

ore 17:00 


A esattamente dieci anni dal rapimento in Siria di padre Paolo Dall'Oglio, fondatore della Comunità monastica di Deir Mar Musa, si terrà un importante evento di presentazione del libro Il mio testamento.

Il volume, pubblicato da ITL Libri con il marchio Centro Ambrosiano, racchiude le conferenze inedite tenute da padre Paolo nei mesi precedenti la sua espulsione dalla Siria ed è disponibile in tutte le librerie fisiche e digitali.

L'evento si svolgerà sabato 29 luglio 2023 presso la Chiesa di Sant'Ignazio, sita in piazza Sant’Ignazio, a Roma.

L'inizio è previsto per le ore 17 e sarà scandito da interventi di testimoni autorevoli, che l’hanno conosciuto da vicino. Come padre Jihad Youssef, Superiore della Comunità monastica Deir Mar Musa, Adib al-Khoury, direttore casa editrice Comunità Deir Mar Musa, Elena Bolognesi, editor e traduttrice del testo, e Giovanni Dall'Oglio, fratello di padre Paolo, che interverrà a nome della famiglia.

La conduzione dell'evento è affidata a Luigi Maffezzoli, giornalista e curatore del volume. Sarà lui a guidare la discussione tra i relatori e a favorire un’approfondita comprensione del messaggio trasmesso da padre Paolo attraverso il suo libro.

Alle ore 19:00, dopo la presentazione, si terrà una celebrazione eucaristica presieduta dal Segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin, per onorare la memoria di padre Paolo Dall'Oglio e per rinnovare il suo impegno verso gli ideali di pace e dialogo con tutti.

Il mio testamento rappresenta un’opera di grande importanza e significato, che svela una visione aperta a nuovi orizzonti di ecumenismo, fraternità tra uomini e donne e dialogo con l'Islam. Questi temi, cari al magistero di Papa Francesco, che firma la prefazione del volume, trovano una particolare risonanza nelle riflessioni di padre Paolo.

Padre Paolo Dall'Oglio (1954), gesuita dal 1975, nel 1982 scopre le rovine di un antico monastero nel deserto siriano: Deir Mar Musa al Habashi (Monastero di San Mosè l’Abissino). Nel 1984 viene ordinato prete nella Chiesa siro-cattolica, che ha giurisdizione sul monastero; iniziano i primi restauri. Nel 1991 comincia una nuova esperienza monastica, aperta all’ospitalità, all’ecumenismo, all’inculturazione nel contesto arabo-islamico e al dialogo con l’Islam. Dal 2011, sull’onda delle manifestazioni della “primavera araba”, che interessano anche la Siria, si impegna a favore della pace e di un graduale processo di democratizzazione.

Per le sue posizioni, gli viene revocato il permesso di residenza e nel giugno 2012 è costretto a lasciare la Siria. Nel luglio 2013 riesce a raggiungere Raqqa, nel nord del Paese controllato dall’opposizione al regime: probabilmente per favorire la liberazione di alcuni ostaggi. Il 29 luglio viene rapito e da quel momento non si hanno più sue notizie.

L'evento di presentazione del libro Il mio testamento di padre Paolo Dall'Oglio è un'occasione unica per ricordare e celebrare la vita e l'eredità di un uomo straordinario, il cui messaggio continua a ispirare e illuminare il cammino verso un mondo più giusto e pacifico. Per la prima volta in dieci anni, saranno proprio le sue parole a guidarci in questa riflessione.

Il libro Il mio testamento è stato realizzato da ITL Libri – Centro Ambrosiano 

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:


Ufficio Stampa ITL Libri

serena.trisoglio@chiesadimilano.it

02 67131635 / 3476278395

www.itl-libri.com

Sabato 1 luglio 2023 - ore 21.00 - F. J. HAYDN - Nelsonmesse


Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola
Roma - Piazza S. Ignazio

Sabato 1 luglio 2023 - ore 21.00
CONCERTO DI PRIMA ESTATE

F. J. HAYDN - Nelsonmesse
per soli, coro e orchestra Hob XXII n. 11

Chiara D’Acunto, soprano
Eleonora Cipolla, contralto
Carlo Putelli, tenore
Stefano Fioravanti, basso

Orchestra e Coro: Melos Ensemble
FILIPPO MANCI, direttore

Scritta nel 1798 questa messa è senza dubbio una grande composizione di Haydn. Quando la scrisse il suo mondo era in subbuglio: un periodo di grande instabilità politica e finanziaria scuoteva l’Europa. Napoleone aveva vinto quattro grandi battaglie con l'Austria in meno di un anno. All'inizio del 1797, i suoi eserciti avevano varcato le Alpi e minacciato la stessa Vienna. Fu un periodo drammatico per l'Austria ma anche personale per Haydn a causa dalla malattia e dall'esaurimento che ebbe a soffrire. Al compimento l’autore diede all’opera il titolo significativo di Missa in angustiis (Messa per tempi difficili). Successivamente, 1° agosto del 1798 Napoleone aveva subito una clamorosa sconfitta nella battaglia del Nilo dalle forze britanniche guidate dall'ammiraglio Horatio Nelson. L’opera quindi fu dedicata a Lord Nelson Mass. Il titolo divenne indelebile quando, nel 1800, lo stesso Lord Nelson visitò il Palais Esterházy e probabilmente vi ascoltò la messa eseguita da Haydn stesso.

INFO: 06 6794406 | 3927845450
chiesasantignazio@gesuiti.it


29 giugno - Santi Pietro e Paolo

 Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere (Atti 2,42)







38° anniversario dell' Ordinazione Sacerdotale

 Oggi, 22 giugno, anniversario dell'Ordinazione Sacerdotale:

Napoli 1985 - al Gesù Nuovo (Ordinante il Vescovo Angelo Maria Rivato). Eravamo sei gesuiti:
Franco Beneduce
Massimo Nevola
Raymond Pace
Tomasz Homa
Vincenzo Tritto
Un dono grande che non finisce di stupire!



Ma chi è Guido Ruta?

 La corsa più bella

Ha 45 anni, una laurea in Economia a Londra e un PhD a New York. Tra le tante corse della sua vita, anche alcune pause provvidenziali. Da ottobre sarà il nuovo direttore di Villa Capriolo a Selva. Ma chi è Guido Ruta?


Festa di San Luigi Gonzaga il 21 giugno

 Vi invitiamo alla celebrazione della festa di San Luigi Gonzaga il 21 giugno prossimo alle ore 18:30 nella Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola.

Desideriamo affidare a Dio, in modo particolare, i giovani del nostro tempo, il loro presente, il loro futuro, la loro fondamentale vocazione nella vita e nella fede. Con loro viviamo circostanze dolorose col perdurare della guerra nel cuore dell'Europa, con l’aggravarsi delle condizioni dei più poveri a livello planetario. Ci sia di aiuto l'esperienza giovanile illuminata dall’esempio di generosità e di fede di S. Luigi Gonzaga.

La Celebrazione Eucaristica sarà presieduta da P. ANDREA PICCIAU S.J., responsabile per la Pastorale vocazionale della Provincia EUM della Compagnia di Gesù.


“L'universo musicale delle riduzioni gesuitiche in Paraguay 17° e 18° secolo”

 CONCERTO

Chiesa di sant’Ignazio di Loyola | Roma - 17 giugno 2023 ore 20:30

“L'universo musicale delle riduzioni gesuitiche in Paraguay 17° e 18° secolo”

Ensemble vocale e strumentale Suoni del PARAQVARIA



21/06/2023 - Festa di San Luigi Gonzaga: solenne S. Messa ore 18:30


Nella Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola quest'anno desideriamo, in occasione della festa di San Luigi Gonzaga, rivolgere una particolare attenzione ai giovani, al loro presente, al loro futuro.  
Viviamo circostanze particolari, con la guerra nel cuore dell'Europa, gravi tensioni internazionali e crescenti problematiche sociali. Queste complesse situazioni desideriamo elevare a Dio nella fede con la Celebrazione del Santo. 
Siamo certi che l'esperienza giovanile, illuminata dalla santità di S. Luigi Gonzaga, unita alla solidarietà, alla formazione, alla bellezza, alla spiritualità nell'arte, contribuirà alla crescita dell'intera comunità ecclesiale e sociale.
La solenne Celebrazione Eucaristica di mercoledì 21 giugno 2023 delle ore 18:30 alla quale invitiamo tutti, sarà presieduta da P. Andrea Picciau S.J., responsabile per la Pastorale giovanile e vocazionale della Compagnia di Gesù.

P. Vincenzo D'Adamo sj   
          (Rettore)
 

A Vasco Rossi - Splendida “Lettera aperta” del Vescovo di Rimini

Splendida “Lettera aperta” del Vescovo di Rimini a Vasco Rossi
 
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Caro Vasco,
Mi permetto di darti del “tu” perché, pur senza averti mai incontrato personalmente, ti sento quasi come uno di famiglia.
Sono anni che, con amici e ragazzi, cantiamo le tue canzoni intorno al fuoco, sulla spiaggia, sotto la luna, fra le tende.
Mi chiamo Nicolò, e sono il Vescovo di Rimini.
Sono nato a Genova, ho vissuto nel centro storico, e insieme alle tue canzoni spesso le chitarre intonavano le note del concittadino Fabrizio De Andrè.
Volevo darti anch’io il benvenuto nella nostra città.
Hai scelto di iniziare a Rimini il tuo tour. Migliaia di giovani e adulti ti attendono, alcuni accampati da giorni fuori dallo stadio.
Su molti di loro tu eserciti un’influenza potente.
In questi giorni tanti ragazzi e giovani si sono generosamente coinvolti nell’aiutare le popolazioni alluvionate della tua, nostra regione.
Sono venuti da tutt’Italia, tanti anche da Rimini: molti di loro li conosco personalmente.
Hanno spalato fango, lavato mobili, distribuito pasti, spostato rottami e detriti.
Alla sera erano esausti ma felici; hanno servito, faticato, aiutato, amato chi si trovava in situazioni di grande difficoltà e di lutto. Tutto il mondo ha visto la loro bellezza interiore.
Permettimi ora di dire una “cosa da prete”: questi ragazzi e giovani hanno manifestato la forza e la capacità di amore di Gesù che è dentro di loro, che è dentro tutti, credenti e non credenti, di ogni religione.
Se puoi, incoraggiali – magari anche dal fronte del palco del ‘R. Neri’ – a continuare così, ad essere generosi sempre, attenti verso chi soffre, verso i malati, verso chi è straniero e fatica ad inserirsi, disponibili a tenere compagnia ad un anziano, ad aiutare un bambino in difficoltà con lo studio, a stare vicino a chi si sente solo e vuoto. Se vuoi, invitali a non spegnere mai quel desiderio d’infinito che si trova nel cuore di ogni uomo, lo stesso che abita sulle “Dannate nuvole”.
Se puoi, suggerisci loro a non aver paura di una “vita spericolata” e ad “andare al massimo” nell’amore verso gli altri, gli esclusi, i fragili, verso tutti. Chi vuol “trovare un senso a questa vita” lo può trovare nel rendere felici gli altri. Perché chi dona la sua vita la trova, e c’è più gioia nel dare che nel ricevere.
Grazie di cuore.
Ti accompagno con la preghiera,
+ Nicolò Anselmi
Vescovo di Rimini


Gaël Giraud. Ha lasciato Wall Street per farsi gesuita e sacerdote

 Gaël Giraud. Ha lasciato Wall Street per farsi gesuita e sacerdote

Economista, matematico, teologo. Lavorava per il governo di Parigi. Era l’enfant prodige delle banche. Che ora vogliono soffocarlo. «Stop ai combustibili fossili, ma così le prime 11 banche d’Europa crollerebbero. Hanno tentato d’incastrarmi, mandando una ragazza che voleva fare sesso»

Economista, matematico, teologo, sacerdote, poliglotta (parla sette lingue), ex consigliere ombra del presidente socialista François Hollande, già capo economista e direttore esecutivo dell’Agenzia francese di sviluppo fondata da Charles De Gaulle (unico prete ad amministrare per il governo di Parigi un budget da 8 miliardi di euro a favore dei Paesi poveri), Gaël Giraud, 53 anni, ha lavorato a Wall Street dal 1999 al 2003, mentre si avviava a diventare gesuita. Era l’enfant prodige delle banche: «Dovevo elaborare un modello matematico sofisticato basato sulla teoria dei giochi nata dagli scacchi, da applicare ai derivativi, i titoli spazzatura in Italia chiamati derivati, allo scopo di evitare la crisi finanziaria dei mutui subprime che tre anni dopo avrebbe messo in ginocchio il mondo». Invece svelò come venivano usati gli algoritmi per truffare i clienti. Da quel momento è diventato il demonio. Cercano di distruggerlo con campagne di stampa. Hanno persino tentato d’infilargli nel letto una fascinosa cinese.

Il titolo del suo nuovo saggio, Il gusto di cambiare (Slow food editore e Libreria editrice vaticana), scritto con Carlo Petrini e Stefano Arduini, rappresenta il compendio della vita di questo gesuita. «Ha generato in me un sapore di speranza, di autenticità, di futuro», scrive Papa Francesco nella prefazione. C’entra anche il dolore: a 28 anni perse il padre e a 34 la madre («entrambi per infarto»); primogenito di tre fratelli, vide morire il secondo di 18 mesi e il terzo di 34 anni.

Che cosa si prova a rimanere soli?
«Difficile dirlo. Ho imparato la vulnerabilità della vita. E quanto valga, ma sia molto breve, l’amore della famiglia».

Un economista che si fa prete. Raro.
«A 11 anni scelsi un lavoro che mi consentisse di ascoltare Bach tutti i giorni. Quindi, organista o sacerdote. A 19 ero sulle Alpi con mio zio Martin Kopp, vicario generale della Svizzera centrale. Mi disse: “Devi imparare a pregare”. M’indicò un direttore spirituale, un gesuita francese. A 25 la svolta, in Ciad».

Convertito sulla via di N’Djamena?
«Nella savana, tra i bimbi di strada. Ero laggiù per il servizio civile. Vidi con i miei occhi che il modello economico-alimentare in cui siamo immersi conosce il prezzo di tutto e il valore di niente, lo dice anche Francesco nella prefazione».

«La transizione ecologica come via per la felicità», recita il sottotitolo. Però la parola «felicità» nel Vangelo non c’è. Promette più lei del Nuovo Testamento.
«Ma c’è il discorso delle beatitudini: “Beati i poveri...”. È questa la felicità. Non è quella mondana: soldi, potere, sesso».

Ha conseguito dottorati in matematica e teologia, ha studiato economia. Non capisco se ami di più ragionare sui numeri, sui soldi o sul Padreterno.
«La tenerezza di Dio è l’unica cosa che conta. Senza, non possiamo fare nulla. La matematica è un utensile. E i soldi solo un mezzo: ho fatto voto di povertà».

Tuttavia nel suo saggio cita Dio solo sette volte, mentre transizione ecologica ricorre 38 e banche 28. Ambiente e soldi sono le divinità dell’uomo moderno?
«L’ambiente no. Le banche sì. Ed è un’idolatria estremamente pericolosa».

Allora perché si mise al loro servizio?
«Solo di Crédit agricole e Compagnie parisienne de réescompte. Ero molto giovane. Sentivo la responsabilità verso la famiglia dopo la morte di mio padre».

La pagavano bene, almeno?
«Lavoravo solo un giorno a settimana, per 1.000-2.000 euro. Ho vissuto la crisi finanziaria del 2008 minuto per minuto, al fianco di mio fratello Aurèle, trader, specialista in derivati presso Bnp Paribas. Era sconvolto dall’inefficienza totale delle banche e dalla quantità di titoli tossici in circolazione. Dobbiamo fare qualcosa, ci siamo detti. Il mio primo libro, un piano di riforma del sistema, nacque così. Purtroppo in quello stesso anno, a novembre, Aurèle morì. Nel frattempo i mercati finanziari mondiali avevano perso circa un quarto del loro valore».

Che altro fanno di brutto le banche?
«Se venissero proibiti petrolio, gas e carbone, le prime 11 d’Europa fallirebbero. Loro ne sono consapevoli da anni, non hanno aspettato me per capirlo».

È terribile. Come fa a sostenerlo?
«Fra azioni e prestiti, hanno investito in energie fossili il 95% dei rispettivi capitali. In totale 530 miliardi di euro. Se passiamo alle energie rinnovabili, vanno in bancarotta. Non sanno come fare a liberarsi di questa zavorra».

E lei lo sa?
«Nel 2009 la Commissione europea propose che ogni Paese creasse una bad bank, una banca dei titoli spazzatura: ieri erano i mutui subprime, oggi i combustibili fossili. Ma non è la soluzione giusta, perché socializza il deficit: gli istituti di credito privati guadagnano, lo Stato perde, il cittadino paga. L’alternativa è che sia la Banca centrale europea a fare da bad bank. Non costerebbe nulla a nessuno. I miei colleghi francesi mi hanno dato del pazzo. Però la Banca dei regolamenti internazionali, che a Basilea riunisce le banche centrali di tutto il mondo, ha pubblicato un rapporto in cui mi dà ragione. Alcuni amici della Bce mi dicono: “Tecnicamente è possibile, ma politicamente no”. Temono il panico sui mercati. Eppure questa è l’unica strada affinché le banche, ripulite, finanzino la transizione ecologica».

Ora mi è chiaro: conviene di più dimostrare che padre Giraud è un donnaiolo.
«Si presenta questa ragazza di 23 anni. Dice di essere figlia di un generale cinese altolocato. Ignoro se sia vero. Chiede il dottorato con me. Rinvio la risposta all’anno seguente. Allora lei mi propone esplicitamente di fare sesso. La allontano. Poi scopro che aveva preso casa a 300 metri dal mio studio di Parigi».

Sia sincero: ha faticato a resisterle?
«Era molto bella. Tre mesi dopo mi scrive una mail: “Mi spiace di averle fatto del male. Ma ero controllata da fuori”. Non capivo. La invito in una caffetteria e le chiedo: chi ti ha mandato? Silenzio».

Di recente «Le Monde» l’ha accusata di plagio, complottismo, antisemitismo.
«Un attacco mirato perché secondo alcuni incarno l’alternativa al sistema».

Lei teorizza che il rapporto tra stipendio dei dipendenti e dei capi delle imprese debba essere di 1 a 12. C’entra qualcosa il numero degli apostoli?
«Un’indagine tra i francesi ha suggerito 1 a 10. Nel pubblico siamo 1 a 11. Nell’economia sociale 1 a 5. Serve una progressione. Si può partire anche da 1 a 100. Ma non da 1 a 1.000 come accade oggi».

Pensa che Elon Musk e Jeff Bezos vogliano prendere lezioni da un prete?
«Ho formulato 20 proposte per riformare il capitalismo. Ne sto parlando con grandi famiglie, ma lei non può scriverlo». (Me ne cita un paio davvero grandi).

Non mi meraviglia. È stato compagno di studi di Thomas Piketty, autore del discusso «Il Capitale nel XXI secolo». Infatti la accusano di essere di sinistra.
«Non lo sono. L’ecologia è universale».

Profetizza che spariranno i ghiacciai.
«Nel 2050 il monte Bianco d’estate sarà verde, è la scienza a dircelo. Balliamo sul Titanic. Da anni parlo della tropicalizzazione del clima e guardi ora quello che è accaduto nella vostra Emilia Romagna».

Che cos’ha in comune con Petrini?
«La speranza nell’umanità. Negli Stati Uniti si consumano 130 chili di carne pro capite l’anno, nell’Africa subsahariana 5. Per una dieta corretta ne bastano 60».

Apollinare Veronesi diede il pollo agli italiani. Mi raccontò che al suo paese si mangiavano appena 1,4 chili di carne l’anno. Oggi a Lugo di Valpantena sono molto più sani e più ricchi di 70 anni fa.
«Siamo passati dal nulla al troppo. La bistecca quotidiana è la conferma simbolica che l’uomo si ritiene il predatore universale della Creazione. Non va bene. Noi siamo i servitori della Creazione».

È una buona forchetta come Petrini?
«Ah, no. Mangio poco. Sono vegetariano. Vorrei diventare vegano, ma un francese fatica a privarsi di formaggi e uova».

Da direttore dell’Agence française de développement qual è la peggior tragedia che vide girando il mondo?
«La desertificazione del Sahel. L’Africa conta oggi 1,3 miliardi di abitanti, nel 2050 saranno almeno 2,3. Entro sette anni in tutto il pianeta 2 persone su 5 non avranno acqua potabile».

Il Club di Roma previde nel 1972 che sulla Terra saremmo arrivati a 8 miliardi d’individui nel 2020. Ci siamo.
«La crescita demografica non è il problema. Già oggi si produce cibo sufficiente per 12 miliardi di persone ma il 33 per cento viene buttato via e 800 milioni di poveri non hanno nulla da mangiare».

Che ci faceva in una commissione scientifica con Joseph Stiglitz, il premio Nobel per l’economia che ha ispirato Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle?
«Non sapevo di questo legame. È un collega e un amico. Abbiamo studiato come determinare una tassa equa sul carbone: dovrebbe arrivare a 300 dollari a tonnellata nel 2030 e a 400 nel 2040».

È vero che sta scrivendo il programma di sviluppo per il governo del Sudafrica?
«Sì, con il mio centro di ricerca lavoro al primo modello di politica economica e ambientale. Sarà pronto entro il 2024».

Dove ha imparato l’italiano?
«A Roma, in piena pandemia, facendo il cuoco e l’inserviente nella mensa per i rifugiati del Centro Astalli. Poi attraversavo la città deserta e andavo a suonare Bach, Mozart, Chopin e Debussy per l’ambasciatrice di Francia presso la Santa Sede, sul pianoforte di Villa Bonaparte».

«Il gusto di cambiare» applicato alla sua vita che cosa comporterebbe?
«La riduzione dei viaggi in aereo. Nel 2016 ho toccato il folle record di 17 voli intercontinentali in un mese. Sulla rotta Parigi-New York, e ritorno, un aviogetto emette 3,2 tonnellate di anidride carbonica a passeggero. È il triplo dell’impronta media di un ugandese in un anno».

 (di Stefano Lorenzetto | Corriere della Sera 03/06/2023)

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Il corso ha luogo presso la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola
Via Sant'Ignazio 65 - Roma



30.05.2023 - Concerto Stadtmusik Bad Saulgau - musica sinfonica per fiati

 


Programma:

Marche Pontificale (Gounod/ arr. van Beek)

Der Leidensweg Christi (Dominik del Ra)

Sheep may safely grace (Bach/ arr. Sparke) 

Canterbury Choral (van der Roost) 

Nova Vita (Kurt Gäble) 

Theme for Trumpet (Mangani)

Corpus Domini (Lutz)

Sabato 20 maggio 2023 - ore 21.00 - Concerto per Organo e Tromba - Musiche di: Bach, Händel, Cimarosa, Charpentier, Morricone

 Sabato 20 maggio 2023 - ore 21.00

Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola

Concerto per Organo e Tromba
Musiche di: Bach, Händel, Cimarosa, Charpentier, Morricone

Tromba: DANILO MAGNI
Organo: FILIPPO MANCI

Il concerto è un “omaggio” alla musica strumentale del ‘600-‘700 italiana e tedesca dedicata al duo Organo e Tromba. Il repertorio originariamente composto è molto scarno: ci sono pervenute solo otto Sonate di Fantini e due Sonate di Viviani. Molte composizioni per Organo e Tromba non sono altro che delle “trascrizioni” di brani vocali o per strumenti melodici (violino, oboe…) che venivano “adattati” al suono squillante e pastoso della tromba.
Il concerto si apre con il famosissimo «Preludio» dal Te Deum di Charpentier, brano per grande Orchestra, la cui melodia è affidata, nell’originale, al suono degli ottoni e qui proposto dalla sola tromba. Seguono brani di Cimarosa ed Haendel
Tra questi due autori vengono proposti musiche di due grandi compositori e premi oscar, Hans Zimmer ed Ennio Morricone. Del primo viene eseguito un medley. Mentre di Ennio Morricone viene eseguito il «Gabriel’s Oboe» tratto dal film Mission.
Si ritorna a Bach con la famosa Toccata e fuga in re minore BWV 565, brano divenuto famoso già all’epoca.
Sempre in tema di trascrizioni, di Charles Gounod sarà eseguito il primo preludio del Clavicembalo ben temperato di Bach, una Meditation, brano adattato a vari strumenti solistici ma anche per la voce, e nota in quest’ultima versione col titolo di Ave Maria.
Il concerto si chiude con la Suite in re maggiore di Haendel che si compone di vari movimenti di danza e fa parte della celebre Water Music, (Musica sull’Acqua).



Domenica 14 maggio alle ore 16.30 - Maria Vittoria Tranquilli - all'organo Tamburini

 Domenica 14 maggio alle ore 16.30

sul monumentale organo Tamburini presso la Chiesa di S. Ignazio di Loyola, Roma, l'organista Maria Vittoria Tranquilli eseguirà musiche di Bach, Franck e Alain.

L'evento, promosso dalla Chiesa di S. Ignazio, dal Conservatorio de L'Aquila, dalla prof.ssa Giamila Berré  fa parte di un ciclo di meditazioni musicali e  poetiche che vedono protagonisti giovani musicisti dei conservatori italiani su un progetto artistico e didattico della prof.ssa Livia Sandra Frau

 

PROGRAMMA

· J. S. BACH (1685-1750): CHORAL IN G MINOR, BWV 659

 

· J. ALAIN (1911-1940): LITANIES, AWV 100

 

· J. S. BACH (1685-1750): PRELUDE & FUGUE IN B MINOR, BWV 544

 

· C. FRANCK (1822-1890): PRÉLUDE, FUGUE ET VARIATION EN SI MINEUR, OP. 18, FWV 30

 Introduzione pastorale P. Giancarlo Gola sj 

 

INGRESSO LIBERO - FREE ENTRANCE

INFO: 06 6794406  |  345 6549492

chiesasantignazio@gesuiti.it  


Primo Maggio: Una bella Lettera del Vescovo (di Teramo) Lorenzo Leuzzi ai giovani

“Ora et labora”! Trova il tempo per stare con il Signore! Trova il tempo per vivere il tuo cammino di preparazione professionale non per un fine immediato, ma per essere punto di riferimento nel capire e servire la comunità dove sei inserito, a cominciare dalla famiglia. Per essere costruttori nel mondo moderno bisogna saper correre senza perdere la stabilità! Ma la stabilità la si acquista imparando a non lasciarsi strumentalizzare da progetti che ci impediscono di vedere lontano. TUTTO PASSA, MA TU RESTI. Ma per restare bisogna stare con il Signore, che cammina con te aiutandoti a saper guardare le situazioni con gli occhi di chi vuole servire e non dominare. “Ora et labora”!

https://dadamogesuita.wordpress.com/2023/05/01/primo-maggio-una-bella-lettera-del-vescovo-di-teramo-lorenzo-leuzzi-ai-giovani/?fbclid=IwAR0vAmvLsaWc5fUC8O2YrZAdUwBOBh5voquvyW7lyopozTqanBkln56pN_8



Santa Messa di Risurrezione del Signore

 

Nella chiesa di Sant’Ignazio anche quest’anno, per decisione del Vicariato di Roma, non celebriamo il Triduo Pasquale (giovedì, venerdì e sabato santo).

Si dovrà andare nelle parrocchie territoriali: la chiesa di Sant’Ignazio non è parrocchia ma semplice rettoria.

La nostra parrocchia, Santa Maria in Aquiro, a Piazza Capranica, ha deciso però di celebrare il Triduo nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva, dei Padri Domenicani: anch’essa è una chiesa rettoria.

Con i nostri amici ci diamo appuntamento a Sant’Ignazio domenica 9 aprile ore 11:30 per celebrare la Santa Messa di Risurrezione del Signore. Felice, serena e santa Pasqua!


Triduo Pasquale del Collegio Germanico Ungarico (in tedesco) a Sant'Ignazio

 Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola

TRIDUO PASQUALE

Come da indicazione del Vicariato di Roma, anche quest'anno il Triduo verrà celebrato nelle parrocchie; così dunque anche per i fedeli che frequentano la Chiesa di Sant'Ignazio. 

Per consentire alla Comunità di lingua tedesca di celebrare il Triduo, il Vescovo ha concesso al Collegio Germanico Ungarico di celebrarlo a Sant'Ignazio nei seguenti giorni ed orari: 

Giovedì Santo, ore 18:00  (in lingua tedesca)
Messa "in Coena Domini", presieduta da Giovedì santo: p. Gernot Wisser SJ

Venerdì Santo, ore 15:00  (in lingua tedesca)
"Passio", S. Messa presieduta da don Ante Vrhovac

Sabato Santo, ore 20:30  (in lingua tedesca)
 Veglia Pasquale, S. Messa presieduta da don Domagoj Markić



LA DOMENICA DI PASQUA
le Sante Messe saranno celebrate
alle ore 11:30 e alle ore 18:30 (in italiano).